Oggi vi vogliamo parlare di Persepolis, di Marjane Satrapi, il primo fumetto iraniano storico/autobiografico  mai pubblicato.

Ma Persepolis per l’esattezza non è un fumetto, bensì una graphic novel. Qual è la differenza?

Il fumetto racconta la storia di un personaggio attraverso una serie di episodi e quindi con una continuità di uscite settimanali o mensili, le graphic novels sono costituite da un unico volume,  in cui è contenuta la storia per intero, si tratta letteralmente di “un romanzo illustrato”. La forma del romanzo grafico riesce a sintetizzare specificità culturali e quindi a entrare in comunicazione con culture e età diverse. I fumetti sono una forma di rappresentazione molto più breve e di conseguenza molto più incisiva. Lo stile dell’autrice è minimale ma estremamente efficace.

Disegno di Gaia Biffi

Persepolis ci racconta la storia della rivoluzionaria Marjane nata e cresciuta in Iran, a Theran, in una famiglia unita, sempre pronta al dialogo e al confronto che le insegna a credere nei propri ideali e principi. Prima bambina, poi adolescente fino a diventare una giovane adulta vive la rivoluzione, gli anni duri della  guerra e delle privazioni, il dolore della separazione e della mancata libertà. E’ incuriosita dall’occidente e mal digerisce i duri divieti imposti dal regime che non le concedono di vivere con leggerezza ed entusiasmo gli anni della sua adolescenza e costringono le donne ai margini della società sopprimendo attitudini e capacità.

Dalla graphic novel è stato poi tratto un film di animazione dallo stesso titolo, un cartone atipico e non convenzionale. E’ un’opera realizzata interamente a mano, secondo le tecniche più tradizionali, per ricreare il segno del fumetto, di cui non è stato  stravolto lo spirito, rispettando e rielaborando i disegni originali dell’autrice. La scelta di non ricorrere ai colori non toglie espressività al contenuto narrato. 

Disegno di Viola Farina

Il bianco e nero induce ad una maggiore concentrazione ed il colore viene utilizzato volutamente solo all’inizio e alla fine del film per marcare il “tempo presente” della narrazione.

Persepolis ha la capacità di trasmettere le emozioni della biografia dell’autrice. Il montaggio è serrato e lascia scorrere la vicenda a un ritmo incalzante fin dall’inizio. Le immagini inducono lo spettatore a sentirsi vicino alle difficoltà della protagonista e spingono a pensare e a riflettere a fondo sulla storia del paese.

Il film è molto scorrevole. I fumetti sono una forma di rappresentazione molto più breve e di conseguenza molto più incisiva.

Disegno di Gaia Biffi

Questo film per me è stato una vera scoperta. Mi ha divertita, commossa e appassionata allo stesso tempo. Spesso ironica e pungente riesce a comunicare con semplicità ma profondamente i suoi pensieri e le sue emozioni di essere umano ma soprattutto di donna. Ho amato il suo coraggio nell’affrontare la vita e la capacità di credere sempre nei suoi ideali, la forza di rialzarsi anche quando tutto andava storto. Ho amato le figure della mamma e della nonna, donne intraprendenti e fiere, modello di crescita e stimolo per Marjane. Ho amato la generosità e l’intelligenza della sua famiglia che le permette di andare via per vivere finalmente una vita libera e senza paura, pur dovendo rinunciare ad un bene unico come una figlia. Gaia Biffi

Mi ha colpito il fatto che questa sia una storia vera perché questo ha reso le vicende narrate molto dirette e genuine. Mi è piaciuto molto che Marjane prenda sempre coscienza delle realtà drammatiche del suo paese con un misto di curiosità e ironia. Viola Farina                

Laboratorio di arte realizzato dalla Prof.ssa Mortelliti, testi e disegni di Gaia Biffi e Viola Farina 2F                                                                                                                                                        

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